Il cinema chiama, Napoli risponde

L’ombra del Vesuvio si allunga fino al cinema e rende Napoli, ancora una volta, la protagonista di una carrellata di film chiave della prossima stagione, appena presentati alla 74ma mostra del cinema di Venezia. Senza dimenticare quelli del passato, naturalmente.

Un immenso set a cielo aperto che, dall’epoca delle proiezioni nel Salone Margherita e degli uomini in panciotto ripresi a Santa Lucia dagli operatori Lumière fino alla produzione autoctona en plein air del muto, ha reso i vicoli, le piazze, la tradizione spettacolare, il colore locale protagonisti indimenticabili dei film di De Sica, Rossellini, Pasolini, Loy, Scola, Tornatore, Troisi e di tantissimi altri autori …e allora perché non andare alla scoperta dei luoghi culto della storia del cinema in città?

Una Napoli contemporanea, che guarda dentro i suoi mali e ci scherza, diventa l’interprete principale del film dei Manetti Bros, “Ammore e Malavita”, in concorso per il Leone d’Oro, un musical esilarante e autentico grazie al quale scoprire angoli inconsueti della città.

Perché, poi, non camminare nei giardini comunali di Molosiglio, percorrendo le scale dell’Università Federico II, osservando le famiglie nel bosco di Capodimonte come ne “Il Signor Rotpeter” di Antonietta De Lillo oppure osservare il porto di Napoli, con i suoi carichi e commerci loschi, al centro di “Gatta Cenerontola” di Alessandro Rak, in cui la fiaba incontra la malavita? Per poi perdersi nella malia delle feste di piazza con il gitano de “Il Cratere” di Silvia Luzi e Luca Bellino, che sfida la sorte nell’hinterland partenopeo; scoprire i segreti della Terra dei Fuochi nel “Veleno” di Diego Olivares e il difficile passato del giovane protagonista di “Nato a Casal di Principe” che, nella ricerca della sua redenzione, si porta addosso i fantasmi della sua terra.

Ancora e sempre Napoli, unica nel suo concentrato di meraviglia, che da anni sta conoscendo una sorta di rinascita cinematografica spinta da serie tv come “Gomorra”, “Un Posto al Sole” e dal recente- e in fase di conclusione- “L’Amica Geniale” per costruire un itinerario cinematografico dei luoghi immortalati sul grande schermo e poter vivere le emozioni in prima persona.

Come trovarsi nel quartiere di Chiaia e percorrere le scale Troisi, dedicate al grande regista che, in “Scusate il ritardo”, discuteva con Lello Arena seduto sui gradini sotto la pioggia o ricordare a Materdei la pizzeria di asporto in cui lavorava Sophia Loren ne “L’Oro di Napoli”, cercando l’anello da lei perso nell’impasto della pizza. Ecco, proprio qui la pizzeria sforna ancora buonissime golosità come quelle de La Pizzeria da Michele, nel quartiere Forcella, in cui Julia Roberts in “Mangia, prega, ama” abbandonava la dieta in nome di sua maestà la mozzarella. Senza dimenticare Palazzo Pandola, scelto come set da numerose produzioni cinematografiche: da “L’oro di Napoli” in cui Vittorio De Sica gioca a carte davanti alla sua rossa facciata fino a “Matrimonio all’italiana” in cui diventa la casa di Sophia Loren e di Marcello Mastroianni.

Del resto, l’invenzione del cinema ha visto, da subito, Napoli in prima linea e la magia non sembra essersi spenta: curiosità, scorci memorabili e aneddoti diventano il fil rouge da seguire per essere, sempre, gli attori principali di un film in continuo divenire ma con un’unica cornice.

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